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L'ULTIMO RIGORE - LA VENDETTA

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PERSONAGGI:
Carlo Corsi (Enzo Decaro)
Marco Corsi (Mirco Petrini)
Rubert Sciamenna (Franco Mari)
Akubo Nioshima (Taiyo Yamamouchi)
Pupazzo Garolfo (Marcello Macchia)
Saverio Severo (Gabriele Ansanelli)
Marta Normanni (Aisha Cerami)
Andrea Martini (Manuele Labate)
Jenny Corsi (Licia Nunez)
Diana Corsi (Elena Bourika)
Luisella Sciamenna (Deborah Villa)
Mister Morin (Luciano Majnoni)

Dopo tutti gli scandali degli anni passati, Rubert Sciamenna (Franco Mari) compra finalmente una squadra di calcio, la Ducale neopromossa in Serie A e conferma nella guida tecnica Luigino Pasciullo (Luigino Pasciullo). Luigino Pasciullo grazie alla Ducale ha avuto una grossa occasione di rilancio dopo una carriera fatta da errori grossolani. La campagna acquisti di Rubert Sciamenna lascia molto a desiderare, basata sugli svincolati e su Akubo Nioshima (Taiyo Yamamouchi), calciatore trentacinquenne comprato solo per fare soldi a palate con gli sponsor. Lo scetticismo intorno alla squadra cresce, quando Sciamenna ingaggia come mascotte il pupazzo Garolfo (Marcello Macchia), simbolo di eterna iettatura. La Ducale incomincia il campionato con una sonora sconfitta per 6-0 contro la vincitrice della Coppa Italia e a questa battuta d’arresto ne susseguiranno altre cinque. La situazione per la Ducale si fa dunque imbarazzante: 6 sconfitte, 0 punti, 0 gol fatti, 21 gol subiti. Anche la stampa è contro la dirigenza e il mister Carlo Corsi (Enzo Decaro) critica pesantemente in una tv locale l’operato dell’allenatore. Sciamenna non ha il coraggio di esonerare Pasciullo perchè lo considera un figlioccio e perchè spera nella rinascita di Nioshima. A facilitare il compito del patron ci penserà proprio il mister che durante una conferenza stampa stacca un orecchio al giornalista Saverio Severo (Gabriele Ansanelli). E indovinate chi Sciamenna sceglie per la panchina? Carlo Corsi che dopo aver allenato tante squadre (Lombarda, La Stella, Juliana...) è pronto a rituffarsi nel calcio che conta. Ancora una volta Carlo si è lasciato con la sua donna, l’ultima era Marta Normanni (Aisha Cerami) che l’ha tradito proprio con il pupazzo Garolfo. Carlo Corsi chiacchiera e macina tattiche che porteranno ad un misero 0-0 che sblocca in ogni modo la classifica. A Gennaio la Ducale si rafforza con Andrea Martini (Manuele Labate) che ha scontato la squalifica per il calcio-scommesse e l’ennesimo ritorno di Marco Corsi (Mirco Petrini) che ha lasciato la moglie Jenny (Licia Nunez) e si è fidanzato con la giornalista Diana (Elena Bourika). La situazione migliora e la Ducale inanella una serie incredibile grazie a Marco Corsi che continua a doparsi di nascosto e a Martini che ha parato sette rigori consecutivi. Sciamenna nel frattempo presenta sua figlia Luisella (Deborah Villa) a Carlo Corsi, ma il mister per una volta non mostra interesse per la donna. La squadra sembra sul punto di salvarsi e tutto si gioca negli ultimi 90 minuti contro l’Inter che per una volta ha l’occasione di vincere uno scudetto sul campo. Ma nella settimana decisiva una bruttissima colica mette fuori causa più di mezza squadra e Carlo Corsi è costretto a far tesserare il pupazzo Garolfo e farlo giocare sulla mezz’ala. A due ore dalla partita Carlo Corsi fa una macumba con un gadget nerazzurro rubato all’autogrill nella speranza di salvare la squadra. Saverio Severo scopre il macabro rito ed è assassinato da una freccia sbucata dal nulla. La partita incomincia e dopo venti minuti la Ducale è già sotto di tre gol. Carlo Corsi è disperato e toglie Nioshima per inserire suo figlio, che pur dolorante accetta di scendere in campo e segna ad un soffio dall’intervallo. Negli spogliatoi solita cazziata del mister e squadra che miracolosamente riesce a pareggiare grazie ad una doppietta del pupazzo Garolfo che calcia le punizioni meglio di Del Piero. Il pareggio non servirebbe a nulla: l’Inter perderebbe lo scudetto e la Ducale tornerebbe in Serie B. Ma al 90° ecco il solito rigore: Marco Corsi vomita in campo, un difensore scivola sulla schifezza e afferra per i pantaloncini il Pupazzo Garolfo. Il rigore c’è e tutti quanti se la fanno sotto: lo batterà il vecchio terzino Patasfrulli (Marcello Cesena) che non ha mai segnato in vita sua alla veneranda età di 43 candeline. Lo stadio è in visibilio, tira Patasfrulli, palo, coscia di Corsi, orecchia di Patasfrulli e rovesciata del pupazzo Garolfo e gol! 4-3 e la Ducale rimane in Serie A. Soliti festeggiamenti e Carlo Corsi è preso in trionfo. Ma il pericolo è in agguato. Due persone rapiscono Carlo Corsi: sono Luigino Pasciullo e Morin che sono carichi di rabbia. Carlo Corsi è portato in una cascina e Pasciullo chiede a Sciamenna un maxi riscatto da venti milioni di euro. Sciamenna non è disposto a cacciare quella cifra e dirà a Pasciullo di tenerselo pure. Carlo Corsi riesce ad evadere dal bunker, ma è investito dalla macchina della nuora Diana. Il mister andrà in coma e si risveglierà dopo sei settimane dopo aver saputo che gli è stata offerta la nazionale Brasiliana. Carlo Corsi accetterà la proposta e tutti alla fine balleranno la marumba.

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